• Un occhio sul Super Bowl e l’altro su Facebook

    Prima ancora di essere un evento sportivo, il Super Bowl è un evento mediatico, economico e sociale. Ed è sotto questi punti di vista che viene spesso analizzato in virtù della prepotente peculiarità con cui si propone all’utenza statunitense.

    Dal punto di vista sportivo la vittoria va a New Orleans.
    Dal punto di vista mediatico l’impatto è stato il solito, con Google ad avere il centro delle attenzioni tra le aziende hi-tech che si contendono lo spazio su cui Apple ha costruito parte delle proprie fortune.
    Dal punto di vista economico il successo è innegabile, con tutta una serie di annunci promozionali a far a spallate per procurarsi massima visibilità in occasione di un evento tanto imponente.
    Dal punto di vista sociale, emerge una nuova tendenza: il 12% degli utenti ha guardato l’ultima fase del campionato navigando sul Web. Cosa facevano? Chattavano, condividevano opinioni, aggiornavano il proprio status su Facebook. Insomma: il Super Bowl è stato visto da gruppi di amici eterogenei che in remoto hanno organizzato una sorta di visione collettiva a distanza, socializzando attorno al tema che lo schermo televisivo proponeva: sport, pubblicità, pubblico ed intrattenimento. Tutto in uno.

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  • Ebook dopo ebook

    Chi di voi riconosce questo edificio?
    Flat Iron

    Esatto. È questo il Flatiron, storica costruzione di New York che chiunque abbia visitato la città sicuramente ricorda. D’ora in poi, leggendo le notizie che circondano il mondo degli ebook, occorrerà pensare proprio a questo edificio. Il legame tra le due cose, infatti, si è fatto diretto.

    Macmillan is currently in the process of renovating some of the Flatiron’s floors in the process of taking over the entire building

    Esatto. La Macmillan, l’azienda che sta tentando di mettersi di traverso nella cavalcata di Amazon nel mondo degli eBook, ha intenzione di acquistare l’edificio. Sta rinnovando parte dei locali ed intende avere in mano un edificio che a New York è un vero simbolo. Tutto ciò sarà finanziato ebook dopo ebook, download dopo download. Ecco perchè, forse, 9.99 dollari l’uno non può bastare.

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  • Il mio paese (da leggere 2 volte, forse 3)

    Il mio paese è piccolo. Ci si conosce un po’ tutti. Con qualcuno si hanno rapporti veri, con altri ci si sente ogni tanto, altri li si incontra per caso, altri ancora sono semplici conoscenti. Più o meno siamo tutti vicini, viviamo gli stessi luoghi, parliamo delle stesse cose e questo ci accomuna. Se ti chiedono “conosci Tizio?”, finisce che rispondi sempre “sì sì, è un mio amico”. Anche se non è vero. Ma in certe realtà o sei amico, o sei nemico, e quindi tanto vale identificarsi come amici finché qualcosa non motivi il contrario.

    Nel mio paese siamo in pochi, tutto sommato, e la cerchia è comunque piccola. Le strade e i punti di riferimento sono gli stessi, i fatti sono sempre i medesimi, e questo ci offre un codice condiviso con cui scambiare le nostre opinioni. Ci si incrocia sovente. A volte si vedono gli altri solo da lontano, o magari solo in qualche occasione pubblica, ma il contatto rimane comunque vivo non appena uno muove un piede per strada e mostra così la propria presenza agli altri.

    Nel mio paese ogni tanto spunta il personaggio del momento. Quelli più bizzarri arrivano sulla bocca di tutti, e basta qualsiasi loro minima capacità, leggenda o pettegolezzo per portarli nelle piazze e nei bar in cui ci troviamo a discutere. E le storie si gonfiano, si plasmano, passano di bocca in bocca un po’ copiate e un po’ esagerate, fino a diventare una storia nuova e differente, ma sempre incredibile. Sempre pazzesca.

    Nel mio paese non ci sono giornali. Non servono. C’è chi raccoglie le notizie nelle piazze e poi le porta in giro di negozio in negozio, di bar in bar, di strada in strada. “Hai saputo cosa ha fatto Tizio? Me lo ha detto Caio”. Nel mio paese le notizie passano così. Non serve altro, perchè è piccolo e siamo in pochi. E quando tutto è così piccolo, ogni piccola notiziuola o ogni possibile fatto diventa materiale buono per il chiacchiericcio. Perchè tutto sommato è proprio il chiacchiericcio a tenerci uniti, assieme.

    Nel mio paese serve poco per far parlare di sé. Basta fare qualcosa, o dire di averlo fatto. Non importa che sia vero: il chiacchiericcio lo porterà comunque, perché è un dialogo per buona parte fine a sé stesso. In questo flusso bisogna saperci entrare in modo intelligente, senza rifiutarlo, ma senza introdurre elementi nuovi: chi lo fa aggiunge rumore (e quanti sono!), ma ne esce più debole di prima. Chi inventa si fa la nomea di chiacchierone, e poi chi gli crede più?

    Nel mio paese le persone che contano sono poche. Quasi mai sono quelle più in gamba, e quasi mai contano davvero. Ognuno ha il suo ruolo, e questo ruolo, semplicemente, rende queste persone un po’ diverse dalle altre. Proprio perchè hanno un ruolo, ed in quel ruolo sono identificate all’interno del nostro tessuto sociale.

    Nel nostro paese ci sono pochi negozi. Ce ne sono due per tipo, a volte tre, ed ognuno si rivolge a quello con cui ha il rapporto personale migliore. Se ce ne sono almeno due per tipo, è perchè mai è possibile mettere tutti dalla stessa parte: è una attitudine naturale, c’è sempre chi vuole qualcosa di diverso. E allora ecco che per ogni panettiere c’è sempre un panettiere rivale dall’altra parte della strada. Ma la scelta è quasi mai dettata dal prezzo o dalla qualità: si va dal proprio referente più vicino, o dove si sa di poter aspettare il proprio turno chiacchierando con qualche persona conosciuta con cui si condivide il bar, la strada e anche il negozio. Ma non sono mai rivali alla pari: uno è più grandicello e storico, un altro è sempre più piccolo e cambia spesso titolare. E’ una legge naturale, una selezione che si crea nel tempo.

    Eppoi è l’amicizia a fare la differenza, non il prodotto. Con certi negozianti puoi addirittura telefonare a casa; ad alcuni artigiani puoi parlare direttamente nel retrobottega. Con questi il rapporto è privilegiato: ti tratteranno bene e tu sarai più tollerante. Il rapporto personale smussa le esigenze di entrambi in virtù della fedeltà di un rapporto che va oltre la sola vendita.

    Il nostro è un paese piccolo, ma forte. E’ forte perchè ci sono tanti piccoli legami che creano una trama unica. Per le strade ti sembra di vedere nessuno, ma tra le mura c’è un formicolìo continuo di azioni e parole che uniscono tutto e tutti. La critica e il pettegolezzo vanno per la maggiore, ma l’opposizione è tutto sommato un modo antico e tradizionale di mettersi a confronto per affermare sé stessi, confrontarsi, fare squadra e sentirsi parte di un qualcosa.

    Nel mio paese ci sto bene. Ho tutto quel che mi serve e mi son circondato di tutto quel che posso desiderare. Tutti quelli che passano nel mio paese finiscono per tornarci il prima possibile, e molti si sono subito fermati qui per viverci giorno e notte.

    Il mio paese è qui. Il mio paese è il Web.

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  • La prima vittima delle mappe Nokia

    Questo l’annuncio della Nav4All, un gruppo che ad oggi controlla la navigazione satellitare di oltre 27 milioni di utenti in tutto il mondo:

    È con grande rammarico che ci vediamo costretti ad annunciare la chiusura entro i prossimi 3 giorni del sistema di navigazione globale Nav4All e dell’applicazione Tracking & Tracing. Questa decisione è motivata dal mancato rinnovo, in modo del tutto inatteso, della licenza d’utilizzo dati da parte di Navteq (una società controllata al 100% da Nokia). Al momento non ci è possibile ottenere in tempi brevi l’accesso ai dati per i nostri sistemi Nav4All presso un altro fornitore. Il sistema di navigazione Nav4All è stato sviluppato espressamente per supportare i dati forniti da Navteq. In considerazione di ciò Nav4All è costretta a decidere la cessazione dei propri servizi

    A distanza di pochi giorni dal rilascio da parte di Nokia della navigazione gratuita per i propri cellulari, quindi, ecco spuntare la prima vittima illustre. Ma i motivi del mancato accordo sembrano del tutto chiari:

    Con questi numeri Nav4All è diventato il più diffuso fornitore di software di navigazione. Il successo di Nav4All presso un così grande numero di utenti è dovuto anche al fatto che il sistema viene supportato da centinaia di modelli di telefoni cellulari, tra i quali Blackberry, Sony Ericsson, Samsung, Motorola, Android, HTC, Nokia, LG, Iphone, Ipod e molti altri

    Nokia non ha alcun interesse a stringere accordi con un gruppo concorrente. Per questo motivo non ha alcun interesse ad offrire prezzi appetibili per le licenze Navteq ad un gruppo che, peraltro, porta sui telefonini di altri gruppi un servizio che Nokia intende far valere con forza sui propri.

    L’esito era pertanto scontato. Sopravvive il più forte. E Nokia, acquistando Navteq in tempi non sospetti, ha compiuto il passo giusto.

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  • News e stelline

    Google ha introdotto una nuova funzione in Google News (apparentemente non attiva, ancora, sulla versione italiana del servizio) tale per cui ogni utente ha la possibilità di contrassegnare le notizie di maggiore interesse con una stellina colorata, pratica già adoperata da Google su vari altri servizi.

    News e stelline

    L’utilità è quella di una sorta di dialogo tra utente e servizio: l’utente indica quali sono gli argomenti preferiti e Google aggiornerà gli stessi con alert appositi, oltre a fornire informazioni future ottimizzate sulle stelline accese in passato.

    Così facendo, Google News diventa uno strumento ottimizzato alle esigenze espresse, rendendo il tutto maggiormente plasmato attorno alla sete di informazione degli utenti. Maggior ottimizzazione significa maggior numero di click. Ed è su questo parametro che Google misura il valore del proprio servizio.

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  • Quattro ingredienti della pozione di Steve Jobs

    In molti si sono chiesti come Steve Jobs sappia, ogni volta, riuscire a fare di una presentazione un evento. Mistero: le teorie sono molte, il tocco magico è innegabile e l’iPad ne è l’ennesima dimostrazione. Dietro il mistero, però, ci sono tecniche e strategie estremamente avanzate. In questo post non si intende avanzare una analisi semiotica, ma soltanto far notare alcuni dettagli che, ai più, sono sicuramente sfuggiti. Non ai pubblicitari, non a chi dell’iPad interessa più l’immagine che non la tecnologia.

    Sono queste immagini prelevate dal video ufficiale di presentazione dell’iPad, un video che può essere visionabile in alta definizione direttamente dal sito Apple:

    Un primo dettaglio, decisamente curioso, giunge dalle primissime immagini della demo:

    iPad sul tavolo

    Si guardi, in questa immagine, tutto fuorché l’iPad. Apple ha reso famosa la propria impronta portando i propri device in campo bianco, attorniati da uno sfondo etereo che permette all’attenzione di posarsi completamente sull’oggetto. Non in questo caso. Qui c’è altro, e sono cose che parlano. Ci sono degli oggetti, e lo sfondo è un tavolo bianco. L’iPad è contestualizzato in un ambiente apparentemente casalingo, con della frutta attorno. E non è frutta a caso. Ci sono due pere in un piatto a sinistra. Ci sono due arance in un bicchiere a destra. E c’è una “mela”, in un tablet, in centro.
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  • Una soluzione per Termini Imerese

    Il titolo sia una amara ironia per quanto segue e che proviene da una segnalazione oneBlog:

    Professional Phone

    Un compagno di lavoro robusto, essenziale e semplice da usare, un apparecchio che bada al sodo, senza tanti fronzoli e perfettamente indicato per quelle categorie professionali che svolgono lavori in condizioni non sempre ottimali. […]

    Professional Phone è un telefonino prodotto da Telit e distribuito con il marchio di Fiat Professional, ovvero la divisione del gruppo italiano che si occupa della vendita dei veicoli professionali. […]

    Telit ha dotato il Professional Phone di quanto può essere utile avere a portata di mano in caso ci si trovi in montagna o in situazioni simili, sono presenti quindi una potente torcia, utilizzabile anche a telefono spento, un puntatore laser, una bussola, un altimetro, un barometro e un termometro. […]

    Il prezzo al pubblico del Professional Phone sarà di 199 euro.

    Per la cronaca: all’ultimo telefonino “indistruttibile” presentato al CES è finita così…

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  • Dalla RAI al Web

    La segnalazione di oggi è particolare. Simbolica. Perchè si tratta di un brano scritto da un giornalista sportivo che lavora in RAI. Un volto storico, un simbolo a sua volta della tv di stato e della storia del giornalistmo televisivo. Carlo Nesti lascia la RAI. Ma lo fa con un commiato che guarda al futuro. Tutto da leggere:

    Dopo 30 anni di carriera (1980-2010), la mia strada e quella della Rai si dividono. Non esistevano più, purtroppo, le condizioni per il proseguimento del rapporto. Ed è giusto, dopo tanto tempo, cercare nuovi stimoli, rimettendosi in gioco.

    Quando si indossa, per oltre un quarto di secolo, la stessa maglia, quanti ricordi! In un mondo senza bandiere, è bello sapere di essere stato un “uomo-bandiera”. Ma ogni storia, almeno in questa dimensione terrena, ha un inizio e una fine.

    Ringrazio la Rai, consapevole di averle dato il massimo, in un periodo irripetibile. Per ora, smaltisco ferie arretrate, in attesa dell’accordo fra sindacato e azienda. Esistono dei tempi tecnici da rispettare, perché tutto avvenga in modo corretto.

    Come un “allenatore” di calcio, mi metto alla finestra, studio e imparo. Perché, nella vita, c’è sempre da imparare, ed è bello farlo a qualsiasi età. In ogni caso, mi troverete qui, felice di aver capito, 8 anni fa, che è l’”era del Web”!

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