Archivio di Maggio 2008

  • Un anno di ICTV.it!

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  • Vi invito a farvi invitare. Invitante, no?

    Gmail, Yahoo Mail, .Mac, AOL, Live Mail e ancora Live Messenger, Gtalk, Yahoo Messenger e Icq…

    La moltiplicazione dei servizi online per la messaggistica ha portato a una vera e propria babele di indirizzi, nickname, avatar e password da ricordare. Per comunicare con Caio usiamo Live Messenger, mentre invece Tizio usa solo Gtalk e così eccoci pronti a creare un nuovo account. Poi magari salta fuori Sempronio che da sempre usa Icq e così ci tocca creare l’ennesimo account. Chi si lascia prendere un poco la mano rischia di creare una pletora di identità online, infliggendosi la poco gradevole pena di fare il proverbiale “giro delle sette basiliche” per controllare tutti gli indirizzi di posta o comunicare dal vivo con i propri contatti. Un piccolo inferno di password e nomi, spesso alquanto arzigogolati, da ricordare e sciorinare sulla tastiera del computer, possibilmente distanti da sguardi indiscreti.

    Per ovviare alla moltiplicazione delle identità di ogni singolo internauta, numerose Web company stanno studiando sistemi onnicomprensivi per aggregare in un unico luogo l’esponenziale crescita dei nostri ego online. Tra i progetti più interessanti, merita particolare attenzione una startup, che ha da poco lanciato il suo portale dal nome (forse un poco infelice) Orgoo. In rigorosa fase di beta test, il servizio permette di condensare in un unico account tutti i nostri indirizzi email e gli accounti dei principali sistemi di messaggistica istantanea online. Continua »

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  • Ormai è tardi?

    Riporta l’ANSA:

    Il 2/o trimestre sarà “il peggiore per Seat” che guarda al terzo e quarto con ottimismo. Così l’ad di Seat Pagine Gialle, Majocchi. Ciò grazie ad una “crescita di internet più veloce del previsto” secondo Majocchi. “Abbiamo grandi potenziali con internet” - ha detto - “perchè siamo il punto di riferimento naturale per il segmento delle piccole imprese“. Il manager vede “molta confusione sui mercati” tanto che “gli investitori stessi sono divisi

    I miei personali migliori auguri al gruppo SEAT. Ma la sensazione è che il gruppo arrivi tardi alla rivoluzione digitale e nonostante gli asset ed il brand non sarà facile recuperare il terreno perduto. “Molta confusione sui mercati” lo si può leggere come una incapacità interpretativa e “siamo il punto di riferimento naturale per il segmento delle piccole imprese” andrebbe scritto con un verbo al passato, più che al presente.

    Non tutto è perduto e ci sono i margini per recuperare. Ma per Seat occorre non perdere altro tempo…

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  • Ti è piaciuto Muxtape? Apprezzerai allora MuxFind!

    Quando Muxtape ha fatto la sua comparsa ha subito fatto parlare di sé, per l’originalità dell’idea che permette di caricare una serie di MP3, proprio come una volta si faceva con le musicassette, creando compilation per sé o da regalare agli amici.

    Muxtape è anche un ottimo modo per scoprire i gusti musicali altrui ed arricchire la propria conoscenza di artisti e canzoni prima sconosciuti sfogliando tra le tantissime playlist disponibili sul sito.

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  • Quelle parole virali come un video di YouTube

    Mentre la poesia di Brecht che non è di Brecht - di cui ho scritto, non certo per primo, in un recente post cui vi rimando per una corretta comprensione di quanto segue - continua a tracimare sui blog, finisce addirittura in prima pagina su Liberazione e, mi dicono, imperversa perfino sui cellulari via sms, riprendo le fila del discorso per relazionare sugli sviluppi della mia dilettantesca indagine quei lettori filologo-feticisti che come me si sono appassionati a questo piccolo mistero.

    Nei commenti al mio primo post, la lettrice Carmela mi segnalava una precisazione del romanziere Gianni Biondillo su Nazione Indiana. In breve: Biondillo cita in un post la solita poesia con la solita attribuzione a Brecht, un lettore nei commenti fa notare che non è di Brecht ma di Martin Niemöller, Biondillo risponde “Ok, è vero, è di Niemöller ma è stato Brecht a renderla celebre”.

    Come, dove e quando Brecht avrebbe reso famoso un testo non suo, finendo addirittura (si immagina suo malgrado) per farselo attribuire, rimane un gaudioso mistero (per la cronaca, Biondillo è ritornato sulla questione proprio in questi giorni, sempre su Nazione Indiana, e sempre ribadendo questo bislacco assunto).

    Dopo aver risposto a Carmela che la posizione di Biondillo, in base alle mie webindagini e in totale assenza di un qualche riferimento bibliografico, faceva acqua da tutte le parti, ho deciso di tagliare la testa al toro di carta: ho preso tastiera e polpastrelli e ho scritto a Bertolt Brecht stesso, o meglio, ai custodi della sua memoria: ovvero al Bertolt Brecht Archiv di Berlino.

    Domande semplici: il testo è di Brecht o di Niemöller? Se è di Niemöller, vi risulta che Brecht ci abbia mai avuto a che fare o che l’abbia reso famoso?

    Il Brecht Archiv di Berlino, nella persona della gentile curatrice Helgrid Streidt, mi ha sollecitamente risposto. E la risposta è di quelle che lasciano pochi dubbi.

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  • Messaggio ai lettori di Webnews che in questo momento hanno niente da fare

    Accendi le casse e clicca qui!

    [thanks to Falco]

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  • Un concorso simpatico a cui… non partecipare

    Fin dalla comparsa della prima macchina fotografica, la gente ha sempre fatto fotografie panoramiche, ma solo grazie all’occhio umano è stato possibile catturare al meglio un panorama. Adesso, con le funzioni integrate in Raccolta foto di Windows Live, creare panorami sarà così facile da sembrarti naturale.

    Così recita un comunicato giunto da breve per promuovere il simpatico “Concorso Foto d’Europa” organizzato da Microsoft ed MSN per far conoscere la funzionalità per le foto panoramiche di Windows Live.

    Ma c’è un buon motivo per non partecipare a questo concorso: l’ultimo concorso fotografico indetto da Microsoft, infatti, ebbe svolgimento dubbio e nessuno ha mai saputo chi avesse vinto. Non essendoci una estrazione, sapere la scelta della giuria di qualità sarebbe interessante, soprattutto per i partecipanti. Invece nulla: scaduto il termine, il concorso è svanito e qualche fortunato si è trovato in casa il premio. Agli altri nemmeno la possibilità di un rammarico, di un “la mia era più bella”.

    Bruciati alla prima esperienza, non si cade nello stesso errore. Per cui chi vuole partecipare sa che il concorso è qui. Per chi aveva partecipato la volta scorsa, invece, Windows Live sarà utile solo per raccogliere le foto, non per vincere premi.

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  • Il WiFi fa male alla salute? (vignetta)

    WiFi-fieni.jpg

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