L’evoluzione è fatta di tanti piccoli tasselli. Ogni rivoluzione passa alla storia per momenti culminanti, ma matura nel tempo con estrema lentezza, fino a scatenare l’attimo della svolta. Se ormai da tempo l’informatica sta entrando nella vita di ognuno di noi, ad esempio, ultimamente l’accelerazione appare rinnovata. E la crisi economica ha il proprio ruolo.
È tutto un sillogismo, una concatenazione di eventi. La crisi. La diminuzione della pubblicità sui mezzi tradizionali. La diminuzione della domanda fa abbassare i costi degli spazi in tv, rendendo appetibile anche un mezzo lontano e di minore efficienza promozionale. Arrivano in televisione pubblicità nuove: vedi l’iPhone, vedi quella nuova di Skype. Il media “di massa” va a proporre due strumenti che fino a poco prima erano riservati a chi viveva online. Si compreranno più iPhone, si utilizzerà di più Skype. Le risorse si spostano così da un mezzo ad un altro. Dalla tv alla rete. Dal vecchio al nuovo.
Tutto in modo molto progressivo. Lento, ma inesorabile.
Forse un giorno ringrazieremo questa crisi. Perché ha dato una scrollata che stiamo vivendo oggi, e determinerà il mondo che vivremo domani.

Commenti
[1] di Davide - 06 Aprile 2009 - 16:57
A dire il vero io temo un po’ che l’avvento della rete non sia lento e inesorabile, e che qualcuno possa riuscire a fermarlo.
Da sempre l’uomo cerca, e riesce, a controllare qualsiasi cosa voglia controllare.
Tenere questo equilibrio per cui la rete adesso è davvero un po’ di tutti non sarà sempre facile.
Io spero davvero di un giorno ringraziare questa crisi.
Eppure l’IPhone mi fa paura. Più delle Carlucci, di d’alia, di Levi.
L’IPhone potrebbe essere l’inizio di un internet mobile chiuso, antecendente di un internet non più libero come adesso, dove chi crea i dispositivi finali e gli ISP la fanno da padroni.
[2] di Antonio - 07 Aprile 2009 - 08:43
che centra la crisi con la tecnologia,con internet,con l’Iphone e con la rete. La crisi è avvenuta Sù. Sono loro che l’anno voluta. Noi piccoli stiamo solo a guardare. Però questa volta sono stati in tanti a sbattere le corna e vogliono a tutti costi aggire l’ostacolo. Dopo tanti anni questa è stata la volta che ho goduto nel constatare che anche loro ci rimettono. E quando ci rimetto,ci rimettono MOLTO. Antonio
[3] di Emanuele - 08 Aprile 2009 - 07:40
Caro Giacomo, a livello teorico, riprendo il tuo avverbio e anch’io dico ‘forse’, questa crisi potrà dare una scrollata, portando dal vecchio al nuovo.
Sul piano pratico, tolgo il ‘forse’ e ci metto un bel chissenefrega.
Ho molti amici che hanno perso il lavoro, moltissimi non riescono a trovarlo, e chi ha un reddito fisso, come il sottoscritto, fa i salti mortali per arrivare a fine mese.
Sperando che l’automobile non ti abbandoni, sperando che la lavatrice continui a funzionare, sperando di non avere necessità di sottoporsi ad esami e cure particolari.
Chissenefrega Giacomo, se si passerà dalla TV alla rete.
Per Antonio: tutte le rivoluzioni, da quella francese a quella comunista, hanno avuto origine dalla spinta ideale e ideologica dell’alta borghesia, salvo poi farne pagare il prezzo, in termini di vite umane e stravolgimenti di status, ai più poveri.
Stanne certo: chi ha combinato questo casino non pagherà, e se ci rimetterà ‘molto’, il suo ‘molto’ non arriverà mai a dover mandare la moglie a fare le pulizie o a tenere bambini dopo il lavoro, oppure a rinunciare al doposcuola per il proprio figlio perché non si hanno i soldi per pagare la mensa.
Un giorno non ringrazierò affatto questa crisi: se e quando passerà, e potrò smettere di fare gli scongiuri affinché l’automobile non mi lasci a piedi, tirerò solo un gran sospiro di sollievo.
[4] di Giacomo Dotta - 08 Aprile 2009 - 08:45
Emanuele, ovviamente condivido in pieno la tua opinione. Il mio voleva essere più che altro uno spunto ottimistico, un modo per guardare avanti nella convinzione che il nuovo possa essere la soluzione al vecchio. Raramente è così, ed i sistemi si sono sempre sostituiti nella storia senza mai trovare alcuna perfezione. Ma passi avanti sì, quelli ci sono sempre.
Ecco, la Rete potrebbe riportare una sorta di ingenuo entusiasmo, ed in tempi di vacche magre è meglio di niente. Fermo restando che la crisi piace a nessuno e che “io speriamo che me la cavo”.
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