Un ragazzo preannuncia una strage nella propria scuola. Gira un video basato sul canovaccio di altri video similari girati in occasioni delle stragi nelle scuole USA e lo carica su YouTube. Nelle immagini una pistola giocattolo, la sciarpa della sua squadra preferita, lo sguardo da bulletto e le minacce alla propria scuola.
Il ragazzo è stato denunciato per procurato allarme ed ora verrà affiancato da uno psicologo.
Ora. Il video è ovviamente uno scherzo sciocco, di cattivo gusto, di scarsa fattura e nemmeno troppo simpatico. E su questo non ci piove. Costituisce però reato? Quanti assalti fasulli sono stati portati in rete senza incorrere in alcuna sanzione né nell’onore delle cronache? Oltretutto se nessuno avesse notato il video o se nessuno ci avesse creduto, nemmeno il “procurato allarme” avrebbe avuto luogo.
Dove sta il confine tra burla e crimine? Forse coincide esattamente con quello tra finzione e realtà…

Commenti
[1] di Gabbianone94 - 06 Novembre 2009 - 20:24
Altra questione molto interessante.
[2] di loziorso dot com - 07 Novembre 2009 - 12:03
si è reato a tutti gli effetti
e che sia da monito a tutti i “burloni” che lo imiteranno
il reato è penale
quindi come spesso accade in italia
(giusto o sbagliato che sia)
il ragazzo se l’è cavata con troppo poco
in italia le leggi e la certezza della pena sono soggettive
(giusto o sbagliato che sia)
la legge dovrebbe essere uguale per tutti
ma……
[3] di mex - 07 Novembre 2009 - 18:48
una volta, come è risaputo, si era tutti più stupidi!!
difatti per gli scerzi , si era stabilito all’unisono che c’era il primo di aprile, e il carnevale.
il resto dell’anno si faceva e si fa le persone serie?????
[4] di Paolo Dodet - 09 Novembre 2009 - 12:35
@mex,
perfettamente daccordo con te, la libertà è molto pericolosa se non la si usa bene. Non voglio arrivare all’assurdo di dire che per certe persone sarebbe meglio la dittatura, ma, sicuramente molti fra noi, nel mondo, non possono fruire con mente chiara e cosciente di tutto quello che l’avanzo democratico e tecnologico ci mette a disposizione, sto chiaramente parlando di adulti. Discutere le responsabilità di tutto ciò è molto complesso, tanto quanto è complesso il mondo in cui viviamo. Di questo ne parlammo con Giacomo Dotta a proposito del computer da 100 dollari e dei paesi del terzo mondo, visto che vivo in uno di questi paesi.
Il discorso è sicuramente molto piú ampio e vasto di quello che si può dire in un blog. Ma, vale la pena discuterne, penso io.
Ciao
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