Con “23eNoi” proponiamo un “brainstorming diffuso”. L’argomento ed i primi spunti sono quelli suggeriti nell’approfondimento iniziale, ma d’ora innanzi sono mille i rivoli su cui può svilupparsi la discussione. L’invito è pertanto esteso a medici e giornalisti, blogger e ricercatori, comuni privati e studenti: ognuno di noi sarà prima o poi investito dalla rivoluzione che la genetica è destinata a portare nella medicina, dunque capire e pilotare fin da subito l’evolversi della situazione potrebbe essere un segno di grande responsabilità.
Per partecipare è sufficiente seguire il tag “23eNoi”: inserendolo in ogni post o articolo che tratta dell’argomento, si sarà dato il proprio piccolo contributo all’evolversi della discussione. Sarà inoltre molto più facile reperire le opinioni e le esperienze altrui: aggregatori e motori avranno buon gioco a capire di cosa si parla ed a correlare i contenuti sul tema.
Non ci sono inviti né limitazioni: chi si sente di partecipare accompagnerà un cammino che Webnews.it, in ogni caso, ha intrapreso e porterà avanti. Se saremo in tanti, faremo più strada.

Commenti
[1] di realtebo - 12 Novembre 2008 - 11:24
Sentite, è una trovata per farci spendere 399$ per comprare anche noi il kit o cosa ? non ho capito di
[2] di Giacomo Dotta - 12 Novembre 2008 - 11:26
No, è una proposta per parlarne. Non si suggerisce di spendere 399 dollari, ma si chiede: voi lo fareste? Tu lo faresti? Se si, perchè? Se no, perché?
E’ un modo per discuterne in modo diffuso e totalmente libero: ognuno crei il proprio spazio, ognuno dica la sua senza il vincolo altrui. Il tag serve solo a reperire quanto più facilmente le esperienze altrui
[3] di saibal - 12 Novembre 2008 - 12:33
intanto voglio sapere se stai bene!!
[4] di Giacomo Dotta - 12 Novembre 2008 - 12:40
“Stai bene” è relativo a una diagnosi. Cosa che il test non fa. Per caratteristica mia personale ho alcune situazioni di rischio limitato, ma nessuna mutazione.
Insomma, ho intrapreso questa iniziativa perchè ho buone speranze di poterla portare avanti :)
[5] di saibal - 12 Novembre 2008 - 13:01
bene… adesso che sai di avere “situazioni di rischio limitato” come stai? sei ansioso? non te ne frega nulla? prenderai alcuni piccole precauzioni? ti dimenticherai dei risultati?
tralasciando tematiche sociali o di etica o ancora di privacy, si potrebbe portare anche nel discorso su qualcosa di più aleatorio. ad esempio potremmo parlare del “futuro” e della vita di ognuno.
in quanti modi si potrebbe reagire davanti ad un “problema” scoperto nel DNA?
quanto conta la suggestione personale? si potrebbe accelerare un processo dopo aver scoperto che c’è la possibilità di una mutazione nel nostro DNA?
io, in questo ambito, preferisco non sapere. se avrò problemi li affronterò. questo è il mio approccio.
ma è utile sapere che, in determinati casi, l’analisi del DNA è oggi (quasi) alla portata di tutti.
[6] di Giacomo Dotta - 12 Novembre 2008 - 13:07
E’ proprio a questi punti che si intende anche arrivare. Hai anticipato alcune delle questioni che andremo ad affrontare. Oggi valga come prova generale, insomma: il tema è introdotto e sviscerato, di qui si parte
[7] di CattivaMaestra - 12 Novembre 2008 - 17:44
23eNoi - Il DNA condiviso…
Tutto è iniziato con una piccola dose di saliva, che ha varcato i confini nazionali e l’oceano Atlantico per giungere infine in un laboratorio statunitense. Questa non è la storia di un semplice sputo, è il racconto della nuova frontiera…
[8] di Ratamusa - 13 Novembre 2008 - 10:29
Il problema è…Che appena sarà sufficientemente diffuso e se non si saranno provvedimenti di tutela opportuni, questa analisi sarà ritorta contro chi l’ha fatta.
In America ci stanno pensando, l’hanno pensato e lo penseranno.
Soprattutto le varie assicurazioni che, al solito, vorranno essere pagate ma non pagare….con ogni scusa possibile e a costo di ricorrerre a d ungiudice compiacente.
Fin’ora è andata male, a loro…. Ma fino a quando?
Scusate il pessimismo….
[9] di Il Gabbianone - 13 Novembre 2008 - 15:58
Sono d’accordo, non si tratta dell’ennesimo servizio offerto da Google ma di un grande cambiamento che influenzerà tutta la società. Se poi sarà prevalentemente positivo oppure prevalentemente negativo non lo posso dire…
Lo scopriremo solo vivendo.
[10] di Mich_ - 13 Novembre 2008 - 16:40
Solo un paio di domande (forse provocatorie).
1. I dati dell’analisi ora sono in possesso di questa societa` privata americana (23andMe) (oltre che del committente, naturalmente). Come si sono impegnati a conservarli?
2. Le varie predisposizioni alle malattie sono valutate secondo lo “stato dell’arte” di oggi: e` prevedibile che lo sviluppo della ricerca porti a valutazioni diverse o piu` precise tra qualche tempo: potra` l’interessato aver accesso anche a quei dati? Compreso nel prezzo o con supplemento?
3. E se qualcuno riuscisse a prendere un campione di saliva ad un “amico” e lo avesse inviato (eventualmente con dati falsi). Chiaramente avrebbe lui accesso a quei dati sensibili …
4. E, continuando con le supposizioni (forse un po’ spinte ma non troppo), un domani la persona cui era stata presa la saliva volesse fare il test per conto suo? Si accorgerebbero di questi “gemelli”?
5. Suponendo che un domani avessero nel database un certo numero di persone, potrebbero poi tracciare l’”albero genealogico del DNA” della popolazione mondiale (magari limitata ai paesi ricchi)?
Forse a qualcuna di queste domande esistono gia` risposte preconfezionate da parte della 23andMe (e in tal caso mi interessano le risposte); altrimenti sono cose su cui meditare seriamente.
Siamo alla “rete” che sta invadendo la nostra vita, non solo attraverso la tastiera/monitor (cosa di cui siamo consci), ma si sta infilando all’interno delle nostre cellule.
[11] di Giacomo Dotta - 13 Novembre 2008 - 16:44
Tutte domande assolutamente opportune. A qualcuna di queste porterò risposta entro breve: tutta la personale esperienza arriverà online perchè è questo lo scopo per cui è stata compiuta. Altre risposte tenteremo di cavarle in qualche modo.
In questa fase un po’ di passaparola è la cosa più utile, così da raggruppare quante più esperienze ed opinioni possibili. Le domande “provocatorie” sono domande intelligenti.
Purtroppo la sfilata dei migliori “lato B” del mondo interessano di più ed occupano oggi le prime pagine su tg e giornali. Anche se, anche in quel ramo, il DNA avrebbe la sua da dire :)
[12] di Ratamusa - 13 Novembre 2008 - 16:52
Naturalmente, in se, questa è un’ottima cosa.
Ma di là dell’oceano non fanno nulla senza che ci sia un profitto, certo, ora e uno probabile domani….
Detto questo, secondo me ci sono due aspetti che bisogna considerare:quello negativo è già stato considerato qualche post fa: se i dati arrivano mani sbaglaite, per il padrone del campione, che succede?
Il alto positivo sappiamo con certezza cosa ci portimao appresso, cosa abbiamo ereditato e cosa lascieremo.
Non è poco….
[13] di bloGalileo » L’esame del DNA sbarca online con 23andMe - 20 Novembre 2008 - 17:20
[…] Orientarsi in un tema così ampio e dai mille risvolti può rivelarsi molto difficile, se non impossibile. Eppure, anche in questo caso la Rete può venire in soccorso di chi desidera conoscere e capire, senza fermarsi alla semplice apparenza delle cose. Attraverso la testata online Webnews, Giacomo Dotta ha avviato recentemente un vero e proprio esperimento sul Web per raccogliere pareri, opinioni, considerazioni e nuove segnalazioni. […]
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