• Mai dire “addio”…

    Abbiamo mandato troppo presto in pensione il telefono, abbiamo salutato troppo presto la radio, abbiamo seppellito troppo presto la televisione, ed ora ci troviamo ad avere in casa ancora tutti e tre. Per questo motivo, ma anche per altre ragioni ulteriori, sarebbe opportuno evitare di dire addio al telecomando e al mouse: Minority Report è davvero la soluzione a tutti i nostri problemi?

    Ci si immagini in una sera piovosa e fredda. Il caldo di una coperta, la comodità di un divano, il tepore della compagnia, il ristoro di un cuscino. Quanti sono davvero disposti a mettersi ad agirare le mani davanti ad una televisione per cambiare canale, scorrere le scene di un film o alzare il volume? Per estensione: quanti sono pronti a far scorrere le cartelle danzando davanti ad uno schermo in vetro agitando le mani, soprattutto se c’è la perenne possibilità di dover usare gli stessi strumenti con un braccio steccato o una distorsione ad una caviglia?

    La fantascienza è, per definizione, affascinante. E contiene al proprio interno un fondo di verità dettato dal seme della fantasia (che è lo stesso della creatività). L’ergonomia e l’esperienza, però, dicono che il grande successo del telecomando e del mouse è dato dall’enorme vantaggio arrecato: grandissimo risultato con il minimo sforzo.

    Prima di salutare telecomando e mouse, insomma, dobbiamo inventare uno strumento che ci permetta di ottenere i medesimi effetti a parità di “fatica” (mentale o fisica che sia). E trovare uno strumento che permetta di ottenere l’effetto di un click facendo meno fatica di un “click” non sarà cosa rapida né semplice. Le ricerche sono in fermento e la volontà di superare le vecchie barriere è il primo passo verso una nuova dimensione. Ma il touchscreen non è la soluzione a tutti i mali. Così come non lo sarà Project Natal. Forse, però, sono questi i passi necessari per arrivare al giorno in cui, tranquillamente, potremo dire il fatidico vero “addio”.

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  • Il mouse non è un progetto OpenOffice

    Il mouse con il marchio OpenOffice, in realtà, non ha nulla a che vedere con OpenOffice. Ci ha chiarito la situazione Italo Vignoli, Presidente del PLIO, dal quale riceviamo una spiegazione ufficiale utile a chiarire i reali rapporti tra il produttore dell’eclettico mouse/tastiera/joystick e l’associazione OpenOffice.org:

    L’autore del mouse aveva ricevuto l’approvazione necessaria per presentare un prototipo alla OOoConference di Orvieto, per verificare l’eventuale interesse della comunità, usando il logo solo in questa occasione. Purtroppo, ha ritenuto opportuno - questa volta senza approvazione - pubblicare un comunicato stampa sulla base del quale è possibile intendere che il mouse è un progetto interno alla comunità, approvato dalla stessa (o almeno da alcuni esponenti). Avendo avuto l’opportunità di testare - anche se rapidamente - il mouse, non credo che esistano prospettive commerciali per l’oggetto.

    Tra l’altro, l’iniziativa rischia di mettere nell’ombra le decine di presentazioni interessanti che hanno animato la conferenza di Orvieto, sugli aspetti tecnici di OpenOffice.org e sull’evoluzione della suite.

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  • Engelbart, ma l’Italia non se ne accorse

    Il mondo sta rendendo omaggio a Douglas Engelbart. Oggi, 9 dicembre 2008, si festeggiano i 40 anni della “madre di tutte le demo“. Solo un paese sembra ignorare il momento: l’Italia. Chi fa spallucce e chi aspetta il momento migliore per spopolare su Google News (eh già…), chi guarda a Le Web e chi ne ignora invece la ricorrenza. Intanto, però, all’estero si son già levati tutti il cappello: oggi è il giorno di Douglas Engelbart.

    Wired | CNet | BBC | San Francisco Chronicle | Yahoo Tech | …

    Per contro, in loco la ricorrenza è stata celebrata dai siti “cugini” di Webnews:

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  • Logitech: uccidi un mouse per venderne un miliardo

    Come per le ciambelle, non tutti i mouse vengono col buco e chi ne ha distribuiti oltre un miliardo nella sua storia lo sa benissimo.

    Logitech ha da pochi giorni festeggiato il suo miliardesimo mouse venduto (peraltro in quasi concomitanza con i 40 anni dalla presentazione del primo mouse), un risultato non da poco raggiunto in poco più di un quarto di secolo di attività. Centinaia di milioni di persone in tutto il mondo muovono i loro cursori grazie alle sfere di gomma e ai laser dei mouse prodotti dalla famosa società fondata in svizzera nel 1981.

    Per festeggiare il mouse a nove zeri, Logitech ha rilasciato sul suo sito web numerosi documenti per raccontare la sua storia e offrire alcuni piccoli retroscena per gli utenti più curiosi. Una lunga timeline mette in fila tutti i prodotti di punta della società che, nel corso degli anni, hanno sostanzialmente segnato il passo nell’evoluzione del simpatico sorcio elettronico che maneggiamo quotidianamente. La tabella con l’evoluzione dei mouse può essere scaricata compressa in un file ZIP, o può essere consultata direttamente online. Continua »

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  • La madre di tutte le demo

    9 dicembre 1968: in una sola presentazione prendono vita il mouse, l’ipertesto e molto altro. In quei 90 minuti nasce l’informatica di questi ultimi 20 anni. Forse vale la pena di sentire il fermento di quei momenti in questa versione completa di quella che è in seguito stata ribattezzata come “la madre di tutte le demo“.

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  • 40 anni fa nasceva il mouse

    9 dicembre 1968: con la presentazione pubblica del “dr. Douglas Engelbart” nasceva il mouse.

    9 dicembre 1968, nasce il mouse

    Interessante carpire direttamente dalle parole di Engelbart (o presumibili tali) l’origine del nome “mouse”:

    Non so perchè l’abbiamo chiamato Mouse. Abbiamo iniziato così e non l’abbiamo mai cambiato

    Altre teorie apportano invece una spiegazione più razionale: MOUSE come acronimo di “Manually Operated User Selection Equipment”.

    Quello stesso giorno nasceva anche l’idea dell’ipertesto. Attorno al link nasceva uno strumento ed un contesto intero. Quel giorno è cambiato il nostro modo di pensare, di gestire la conoscenza e di interagire con essa. 40 anni dopo dobbiamo tutti un grazie al “dr. Engelbart”.
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  • Distrugga il suo mouse

    Premessa: il sottoscritto ha sempre considerato i prodotti Logitech alla stregua di un feticcio. Ognuno ha i suoi vezzi, i suoi gusti, i suoi punti fissi. Per design, per resistenza, per qualità: da anni il marchio è sulla scrivania stampigliato su webcam, tastiera e mouse. Questa premessa non vada però a sminuire il racconto seguente, perchè tutto ciò che segue è realtà. Quel che vado a raccontare è storia di questi giorni, quando un’addetta all’Assistenza Logitech mi ha gentilmente detto:

    Distrugga il suo mouse

    Ed io l’ho ascoltata.

    Logitech Revolution distrutto

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  • Dreaming Minority Report

    Me lo ricordo quando andai al cinema per Minority Report. Io fisso allo schermo, la mia fidanzata fissa su di me che a bocca aperta ammiravo il mouse manuale di Tom Cruise. Un miraggio. Non servivano spiegazioni: immediatamente capii cosa significava una cosa del genere. E immediatamente capii che lo volevo, assolutamente, lo volevo.

    Negli anni i riferimenti a Minority Report si sono moltiplicati. E’ maturata la sensazione che fosse quello un punto di arrivo imprescindibile. E nel momento stesso in cui matura una sensazione simile, è evidente che la cosa diviene realtà: l’utenza ne sente il bisogno, le aziende sentono il bisogno di soddisfare il bisogno, si crea un interesse comune ed è in questa sublimazione che la fantasia diviene realtà.
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