• Il mouse non è un progetto OpenOffice

    Il mouse con il marchio OpenOffice, in realtà, non ha nulla a che vedere con OpenOffice. Ci ha chiarito la situazione Italo Vignoli, Presidente del PLIO, dal quale riceviamo una spiegazione ufficiale utile a chiarire i reali rapporti tra il produttore dell’eclettico mouse/tastiera/joystick e l’associazione OpenOffice.org:

    L’autore del mouse aveva ricevuto l’approvazione necessaria per presentare un prototipo alla OOoConference di Orvieto, per verificare l’eventuale interesse della comunità, usando il logo solo in questa occasione. Purtroppo, ha ritenuto opportuno - questa volta senza approvazione - pubblicare un comunicato stampa sulla base del quale è possibile intendere che il mouse è un progetto interno alla comunità, approvato dalla stessa (o almeno da alcuni esponenti). Avendo avuto l’opportunità di testare - anche se rapidamente - il mouse, non credo che esistano prospettive commerciali per l’oggetto.

    Tra l’altro, l’iniziativa rischia di mettere nell’ombra le decine di presentazioni interessanti che hanno animato la conferenza di Orvieto, sugli aspetti tecnici di OpenOffice.org e sull’evoluzione della suite.

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  • PLIO: Benvenuta, Microsoft

    Direttamente da un comunicato dell’Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org):

    Benvenuta, Microsoft.

    Oggi, sulla scorta del vostro annuncio, siamo pronti a collaborare con voi per la promozione dei formati aperti, per sostenervi in quello che per voi è sicuramente un percorso nuovo nell’area delle suite per ufficio. Siamo pronti a collaborare, ma saremo anche dei critici severi e inflessibili di fronte a ogni incertezza e a ogni sbandata. L’interoperabilità non ammette trucchi e mezze misure: è una scelta di parte, quella degli utenti.

    Noi siamo più possibilisti della Commissione Europea, che ha sottolineato come questo sia il quarto annuncio Microsoft sull’argomento dell’interoperabilità, senza ricadute - fino a oggi - sulla strategia dell’azienda. Riteniamo opportuno sperare che questa volta, per diversi motivi - tra i quali la nostra opposizione costruttiva a una prematura approvazione del formato dei file di Office 2007, che continuerà se non verranno apportate tutte le necessarie modifiche - ci siano più probabilità che in passato perché le parole diventino fatti.

    Allo stesso tempo, invitiamo le aziende che, insieme a noi, sostengono il formato ODF - e quelle che fanno parte della comunità OpenOffice.org: Sun, IBM, Novell e Red Flag - a lavorare per una piena interoperabilità, adesso che gli impedimenti tecnici e legali stanno per cadere, per consentire agli utenti di Microsoft Office di parlare in modo trasparente con quelli di OpenOffice.org, e viceversa. Chiediamo che l’industria del software, che non ha sede a Redmond, si impegni insieme a noi per far diventare ODF uno standard più diffuso.

    Se questo succederà avranno vinto gli utenti, e insieme a loro il mercato.

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