• Un bel gesto

    In queste ore la più grave problematica ad Haiti è la mancanza di canali di comunicazione funzionanti. In assenza di telefonia, infatti, è impossibile organizzare i soccorsi o anche solo prendere conoscenza dei danni e dei bisogni di maggior emergenza.

    Skype si è segnalato in queste ore come uno dei canali con cui è stato possibile ricevere importanti comunicazioni poiché, gratuitamente, parte della popolazione ha potuto comunicare con l’estero portando testimonianze fondamentali sui media di tutto il mondo.

    Skype ha così pensato ad un bel gesto per stimolare Haiti in queste ore di difficoltà: 2 dollari di credito sono stati donati a tutti gli account Skype del paese colpito dal terremoto, così che tutti coloro i quali possano avervi accesso abbiano modo di comunicare, immediatamente e senza ostacoli, con qualsiasi contatto raggiungibile. I bassi costi SkypeOut permettono pertanto un contatto utile (15 minuti di chiamata verso la Repubblica Dominicana, ad esempio), mentre le comunicazioni gratuite del servizio permettono di tenere vive discussioni che rappresenteranno il primo ponte tra l’estero e le popolazioni colpite.

    2 dollari, una goccia nel mare. Ma se miliardi di persone verseranno la propria goccia, Haiti risorgerebbe presto. Tanti piccoli gesti, tutti assieme, sono qualcosa di enorme.

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  • +34 951 055 675

    Una campagna promozionale di sicuro impatto: una cabina telefonica in una landa deserta, un ragazzo con la sua chitarra ed un numero telefonico da chiamare. Rob Cavazos (il quale parla senza problemi inglese, tedesco e spagnolo) risponderà in diretta per dieci giorni. E tutto ciò con l’obiettivo di promuovere Skype.

    Per vedere Rob è sufficiente avviare il video sottostante (lo streaming partirà al termine della presentazione del Phone Box Experiment). Per chiamare Rob, invece, +34951055675. Meglio se con Skype, ovviamente: costa meno.

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  • sponsor

  • 20 milioni, tutti assieme

    In barba a tutto e a tutti, oggi abbiamo raggiunto la soglia dei 20.000.000 (!) di utenti collegati contemporaneamente! Non sono proprio pochi, vero?

    20 milioni di utenti, tutti assieme con Skype aperto. Qualcosa deve pur voler dire.
    Il tutto a pochi giorni dalla cessione definitiva da parte di eBay. Qualcosa deve pur voler dire.
    Il tutto, inoltre, nel giorno in cui Google mette le mani su Gizmo. Anche questo qualcosa deve pur voler dire.

    20 milioni sono tanti. Anche se non si sa bene cosa in prospettiva, un suo significato profondo ce l’ha. La storia di Skype, il nuovo Skype, probabilmente inizia proprio di qui.

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  • Skype al lavoro, grazie a Cisco

    la versione beta di Skype for SIP ha ricevuto la certificazione di interoperabilità con la soluzione Cisco Unified Communications 500 Series for Small Business. Grazie all’interoperabilità tra Skype for SIP e Cisco Unified Communications 500 Series le piccole e medie imprese possono trarre vantaggio dalla convenienza delle tariffe di Skype quando i loro dipendenti chiamano le linee fisse e mobili di tutto il mondo. La soluzione consente anche, tramite un tasto click-to-call sul sito Web dell’azienda, di ricevere le chiamate da qualsiasi utente registrato Skype: queste chiamate vengono ricevute dalla soluzione Cisco e gestite o instradate come nel caso di qualsiasi altra chiamata in entrata

    Le chiamate, inoltre, potranno anche avvenire internamente all’azienda stessa.

    Così facendo si porta uno strumento di enorme successo nel mondo consumer verso la più complessa realtà aziendale: una interessante opportunità per le azienda, un fondamentale passo avanti per Skype. Inizia di qui, peraltro, il percorso al di fuori di eBay. Se è vero che c’è un valore ancora da liberare nel brand, Skype sembra voler cercare nelle PMI il primo campo d’applicazione per la propria più matura e completa espressione.

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  • Da Skype alla vela

    È un articolo curioso ed interessante quello di Carla Anselmi per Yacht Capital. Niklas Zennstrom, infatti, viene spogliato dei panni del personaggio e mostrato nel suo lato più vacanziero, quello del tempo libero e delle passioni.

    Zennstrom è parte integrante della storia del Web per almeno due motivi: Kazaa prima, Skype poi. Ha rifuggito i pericoli della stretta del copyright, poi ha rifuggito i pericoli della stretta degli operatori telefonici, infine non ha potuto scappare dal rischio dell’insuccesso: Joost rimane una piccola palla al piede da sopportare. Zennstrom voleva ora tornare in Skype, ma eBay ha venduto altrove. L’articolo della Anselmi, però, guarda oltre il monitor e mostra uno Zennstrom appassionato di vela e pronto ad investire le proprie ricchezze in flotte ad alta tecnologia.

    È mai stato ispirato dalla vela per nuove idee di business?
    Non posso dire che sia stata una fonte di ispirazione diretta, tuttavia quando si corrono delle regate d’altura si sta seduti sopravento abbastanza a lungo, si guarda il mare e si riflette. È importante prendere le distanze dal mondo del lavoro e riflettere sulle cose, si ha una visione più chiara. Spesso quando torno in ufficio dopo una regata sono più ispirato e pieno d’energia.

    Crede che si possa comparare un mercato competitivo come quello dell’alta tecnologia con il mondo della vela agonistica?
    Assolutamente sì, il mondo delle regate e l’industria dei superyacht sono molto high tech. Si fa molto uso delle nuove tecnologie per guadagnare competitività, per creare innovazione e per entrare velocemente sul mercato. Si tratta anche di prendere dei rischi e saperli gestire.

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  • Skype esce pian pianino da eBay

    Era il simbolo del disperato tentativo di integrazione tra eBay e Skype. Era un legame labile, poco utile, quasi una prova formale da dare in pasto agli azionisti per far vedere che sì, una qualche sinergia è possibile.

    Anche quell’ultimo orpello è caduto: i pulsantini per le chiamate su Skype che i venditori potevano mettere su eBay spariranno dal marketplace nei prossimi giorni.

    Trattasi di un ennesimo piccolo passo verso la separazione consensuale: eBay venderà Skype al miglior offerente o lo metterà sulla pubblica piazza per la quotazione in borsa. Le parti, in ogni caso, non dovranno più per forza di cose dimostrare un feeling mai sbocciato.

    eBay e Skype non avranno che da guadagnarci entrambi.

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  • Compreresti le azioni di Skype?

    Da poche ore è ufficiale il fatto che Skype sarà quotato in borsa. Tutti potremo acquistarne le azioni, volendo. La domanda è: vogliamo?

    Skype è innegabilmente un prodotto di successo. 400 milioni di iscritti non sono fuffa e la qualità del servizio è innegabile. Ottime anche le offerte SkypeOut, migliorabili quelle SkypeIN. Il gruppo è in attivo, e per il 2011 prevede di raddoppiare entrate oggi poco sopra il mezzo miliardo di dollari.

    Per poter vedere crescere Skype, però, occorrerà fare un passo in più. Skype deve arrivare nel mobile ed iniziare a condividere introiti con i carrier. Deve saper differenziare le proprie entrate e deve saper introdurre altre esplosive novità che mettano il servizio al riparo dalla pressione della parte restante del mondo del VoIP. Per poter rendere remunerativo un investimento nelle azioni, occorrerà attendere che il gruppo abbia trovato il modo di trasformare in moneta tutto il valore del proprio brand.

    I rischi ci sono, insomma: Skype sarà davvero un affare? Per chi è interessato, l’IPO è prevista per la prima metà del 2010, anche se il momento preciso verrà stabilito solo con il passare dei mesi.

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  • Un giorno ringrazieremo la crisi economica

    L’evoluzione è fatta di tanti piccoli tasselli. Ogni rivoluzione passa alla storia per momenti culminanti, ma matura nel tempo con estrema lentezza, fino a scatenare l’attimo della svolta. Se ormai da tempo l’informatica sta entrando nella vita di ognuno di noi, ad esempio, ultimamente l’accelerazione appare rinnovata. E la crisi economica ha il proprio ruolo.

    È tutto un sillogismo, una concatenazione di eventi. La crisi. La diminuzione della pubblicità sui mezzi tradizionali. La diminuzione della domanda fa abbassare i costi degli spazi in tv, rendendo appetibile anche un mezzo lontano e di minore efficienza promozionale. Arrivano in televisione pubblicità nuove: vedi l’iPhone, vedi quella nuova di Skype. Il media “di massa” va a proporre due strumenti che fino a poco prima erano riservati a chi viveva online. Si compreranno più iPhone, si utilizzerà di più Skype. Le risorse si spostano così da un mezzo ad un altro. Dalla tv alla rete. Dal vecchio al nuovo.

    Tutto in modo molto progressivo. Lento, ma inesorabile.

    Forse un giorno ringrazieremo questa crisi. Perché ha dato una scrollata che stiamo vivendo oggi, e determinerà il mondo che vivremo domani.

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