• Sanremo è Sanremo, ma online…

    Chi si fosse perso questa irripetibile esperienza dovrà fare ammenda e recuperare alla prima occasione. Perchè seguire un evento come il Festival di Sanremo online è qualcosa in grado di moltiplicare l’esperienza. Il mainstream si è sposato con il social, l’emotività della serata si è mescolata con il sentimento nazionalpopolare e sui social network è stata tutta un’esplosione di commenti, battute, creatività. E simpatia, estrema simpatia, pura e “user generated” per definizione.

    C’è chi ne ha fatta una cronaca continua, chi ha commentato, chi ha prodotto filmati ed immagini in presa diretta, chi ha condiviso materiale altrui. Il tutto per migliaia e migliaia di messaggi lungo tutta la serata. Tra i quali l’ultra-condivisa gag dai Griffin:

    Su Facebook l’esperienza è per sua natura privata e soltanto cercando la bacheca di qualche commentatore ispirato se ne poteva ottenere un vero vantaggio. Su Twitter era sufficiente cercare la query giusta e si poteva ricavare qualcosa di ulteriore. FriendFeed ha dimostrato invece in quelle ore una reattività ed una qualità ulteriori: il flusso degli aggiornamenti era infatti “respirato” in diretta, mettendo sotto gli occhi un’esplosione di simpatia senza pari che in questo strumento sembra aver trovato la sua miglior espressione.

    Non siamo qui per commentare il Festival, il suo ruolo, la sua storia, i suoi personaggi, le sue vicende, la sua impronta ed il suo significato. Non ci interessa, ognuno si faccia la propria idea e ognuno difenda i propri gusti. Ma online il Festival di Sanremo 2010 è stato qualcosa di più del solito Sanremo, ed è questa la cosa davvero interessante.

    La serata si è conclusa con i saluti di tutti a tutti, buonanotte, è stato bello. Come se i social network fossero stati un enorme divano su cui stavano sedute migliaia di persone che se la ridevano tutte assieme.

    Il Festival su FriendFeed

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  • Social network, il monopolio è un destino naturale?

    Si discuteva tempo fa della possibilità per cui il mondo dei motori di ricerca possa essere o meno un mercato a monopolio naturale ove, per semplice ineluttabilità, soltanto un attore è destinato a dominare e gli altri ad accettare il verdetto.

    L’ipotesi per cui Google possa godere di questa legge è stata avanzata da Credit Suisse nel 2007 e gli ultimi dati sembrano esserne chiara dimostrazione.

    I dati, però, sembrano dimostrare anche come la regola possa valere anche per i social network. Secondo i rilievi proposti recentemente da Luca Lani, infatti, Facebook sta continuando a crescere tarpando le ali a Twitter e tagliando le gambe a MySpace, svettando verso una posizione di controllo assoluto.

    Trattasi peraltro di un mercato unico, ove le leggi spannometriche della macroeconomia sembrano poter premiare semplicemente il progetto migliore. Che anche per Facebook, così come per Google, la leadership assoluta sia pertanto un qualcosa di ineluttabile?

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  • Berlusconi parla. Da un social network

    Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.

    Silvio Berlusconi

    Curiosamente, in queste ore di furente battaglia sul ruolo dei social network, è proprio tramite un social network che arrivano le prime parole ufficiali di Berlusconi dopo l’aggressione. Presto il messaggio giunge poi sul sito del Partito e di qui sulle homepage dei quotidiani nazionali.

    Chissà, anche questa nemesi storica avrà un giorno un suo significato.

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  • Real-time? No, social-time

    Per comodità lo abbiamo scritto tutti: Google ha avviato le ricerche in real-time sul proprio motore introducendo un box nel quale scorrono i risultati prelevati da social network quali Facebook, Twitter ed altri. A ben pensarci, però, il “real-time” non è una definizione appropriata. Questo perché i risultati non sono in tempo reale per l’intero web e, soprattutto, l’unica discriminante è la fonte. Google, insomma, ha introdotto un box “social” che si affianca alle news ed agli altri risultati, posizionando così sulla pagina un nuovo ulteriore elemento che approfondisce il viaggio all’interno della query.

    Ripensare a questo modulo, però, impone una ridefinizione doverosa. Lo si chiami “social-time“, quindi: contenuti e tempi sono quelli della “dimensione social“, organizzati in un flusso “real-time” che però trae totale nutrimento dai tempi e dagli interessi degli utenti. Non è un orologio a dettare il ritmo, ma lo scandirsi delle emozioni, delle segnalazioni, dei tweet e degli aggiornamenti di stato.

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  • Il diritto di ricordare un amico

    La vita oltre la morte potrà essere anche su Facebook. La natura non ci permetterà di aggiornare il nostro status (per definizione, peraltro cosa inutile), ma il social network terrà memoria del fatto che siamo esistiti ed abbiamo lasciato nostre tracce.

    Affrontare il tema della “morte” nel suo rapporto con il Web è delicato e spiazzante. Perchè qui la vita è un simulacro, come tutto il resto: reale e virtuale hanno una commistione profonda e solo la morte sembra poter scindere definitivamente le parti. Facebook, lo specchio online delle dimensioni sociali, fino ad oggi non aveva mai affrontato l’argomento. Ci ha provato soltanto ora.

    In un post di Max Kelly il gruppo ha spiegato che, in caso di morte, sarà possibile “congelare” l’account dell’utente. La possibilità è lasciata ai familiari, i quali dimostrando la dipartita con un articolo o un necrologio potranno chiedere che il profilo diventi un omaggio alla memoria.

    In automatico cambieranno le impostazioni relative alla privacy: ogni elemento sensibile scompare, l’account perde voce e lascia spazio a quella degli amici (i quali invece potranno avere accesso alla bacheca per lasciare un proprio messaggio). L’account non sarà più accessibile da alcuno e l’utente, in automatico, vede preservato il diritto di non aver violata da alcuno la propria identità (quella rimane indelebile, come testimonianza di uno spazio occupato, anche dopo la dipartita).

    Facebook ci ha meritevolmente provato. Il mix di soluzioni ipotizzabili può essere calibrato in vari modi e la soluzione è ovviamente opinabile, ma ha il merito di affrontare un passaggio che, in ogni caso, è l’unico vero punto fermo di una relazione sociale: ad un certo punto, improvvisamente ed imprevedibilmente, finisce. Memoria e ricordi, però, tengono vivo il contatto almeno finché una delle due parti vive. Facebook non ha fatto altro che garantire questo diritto: il diritto di ricordare un amico.

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  • Marketing politico

    Come più volte ribadito, non è in questa sede che si intende discutere di politica, politicanti, sentenze e religioni. Ogni qualvolta si sfiora l’argomento, è sempre per mettere in rilievo la parte tecnologica del problema. Così sarà anche in questo post. Chi intende commentare gli eventi di questi giorni, pertanto, non perda tempo su questo blog perché il suo messaggio cadrebbe nel vuoto e sarebbe considerato alla stregua di semplice rumore di fondo. Chi invece vuol dire la propria sul testo che segue, è libero di farlo:

    Caro Tizio Caio

    La decisione con la quale la Corte Costituzionale ha contraddetto se stessa pur di eliminare il Lodo Alfano è l’ultimo atto del forsennato attacco contro Berlusconi in atto da quasi sei mesi: gossip, escort, intercettazioni, indagini, foto rubate, la campagna denigratoria sui media nazionali, internazionali e al Parlamento europeo, la sentenza civile per 750 milioni contro Fininvest.

    L’Italia è l’unica democrazia dell’Occidente nella quale dopo che il popolo ha scelto chi deve governare, gli sconfitti, anzichè prepararsi a vincere alle successive elezioni, tramano per impedire al governo di governare e per rovesciare con ogni mezzo il verdetto delle urne, contro la volontà popolare.

    Se anche tu, con Berlusconi e con tutti noi, vuoi impedire che costoro l’abbiano vinta, fai entrare oggi stesso almeno quattro amici in Forzasilvio.it. E’ un atto semplice ma molto utile. Come ha ricordato ieri sera il premier, i nostri avversari sono organizzatissimi. Lo dobbiamo essere anche noi e questo nostro network è lo strumento migliore che abbiamo per organizzarci e mobilitarci in breve tempo, per qualsiasi iniziativa si renda necessaria.

    Ora più che mai bisogna restare uniti e sostenere Berlusconi. Contiamo su di te. Grazie per quello che farai, con Silvio e in Forzasilvio.it.

    On. Antonio Palmieri
    responsabile internet PDL

    Il testo è quello inviato agli aderenti al social network Forzasilvio.it. Strategicamente interessante l’invito finale: punta a rendere proattivo il carico emotivo, scalda i cuori per tradurli in nuove affiliazioni. L’attimo viene colto per portare linfa alla community, e da quest’ultima veicolare in seguito un messaggio politico preciso.

    Anche questo è marketing. Ed anche questa può essere la funzione di un social network. Ed è soprattutto in certi frangenti che traspare come, quando vuole, la politica impara in fretta.

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  • Giornalisti, non persone

    Il Washington Post ha chiesto ai propri giornalisti di astenersi dal portare sulla pubblica piazza (leggasi: social network, blog, commenti) le proprie opinioni personali. Una lettera del tutto esplicita invita i dipendenti del giornale dall’esimersi nel trasmettere qualsivoglia informazione possa far trasparire una inclinazione politica, una sfumatura ideologica o cos’altro.

    Ok, il confronto con l’Italia non regge: qui se non traspare un’idea probabilmente non verrà trovata collocazione nella giusta redazione. Qui l’idea deve essere invece forte e chiara, possibilmente pretestosa, comunque urlata, pena l’esclusione da un mondo dell’informazione sempre più inquinato e deviato. Ma la riflessione vuol basarsi su un’altra questione: i panni sporchi vanno lavati in casa e la macchietta del giornalismo italiota andrà pertanto esclusa da questo discorso che viaggia su principi ben più raffinati.
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  • De Agostini 2.0

    Siamo tutti abituati ad associare il brand “De Agostini” al cartaceo, ai fascicoli per le edicole, ai “In regalo, con la prima uscita…”. Ma il colosso sta evolvendo. La De Agostini non è più soltanto un monumento del cartaceo: da tempo sta investendo nei nuovi media e sta portando il proprio business anche al di fuori dei confini tradizionalmente conosciuti come propri del brand.

    In passato abbiamo già parlato di Zodiak e di Corsofotodigitale. A inizio anno è nata anche la WebTv DeAbyDay. Ora è il momento di un nuovo trend: social network tematici con estensione dell’attività avviata su corsi a fascicoli portati in edicola. Dopo Corsofotodigitale, infatti, è stato il momento di Disegnomanga.it ed ora sta per arrivare artcafe.com «che si propone come spazio di aggregazione per le community DeA nate sul tema delle arti visive, ospitando anche i lettori del corso a fascicoli “Il piacere di dipingere”, attualmente in edicola, che avranno la possibilità di accedere alla community grazie al codice riservato impresso sulla card contenuta nel primo numero dell’opera».
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