
In molti si sono chiesti come Steve Jobs sappia, ogni volta, riuscire a fare di una presentazione un evento. Mistero: le teorie sono molte, il tocco magico è innegabile e l’iPad ne è l’ennesima dimostrazione. Dietro il mistero, però, ci sono tecniche e strategie estremamente avanzate. In questo post non si intende avanzare una analisi semiotica, ma soltanto far notare alcuni dettagli che, ai più, sono sicuramente sfuggiti. Non ai pubblicitari, non a chi dell’iPad interessa più l’immagine che non la tecnologia.
Sono queste immagini prelevate dal video ufficiale di presentazione dell’iPad, un video che può essere visionabile in alta definizione direttamente dal sito Apple:
Un primo dettaglio, decisamente curioso, giunge dalle primissime immagini della demo:

Si guardi, in questa immagine, tutto fuorché l’iPad. Apple ha reso famosa la propria impronta portando i propri device in campo bianco, attorniati da uno sfondo etereo che permette all’attenzione di posarsi completamente sull’oggetto. Non in questo caso. Qui c’è altro, e sono cose che parlano. Ci sono degli oggetti, e lo sfondo è un tavolo bianco. L’iPad è contestualizzato in un ambiente apparentemente casalingo, con della frutta attorno. E non è frutta a caso. Ci sono due pere in un piatto a sinistra. Ci sono due arance in un bicchiere a destra. E c’è una “mela”, in un tablet, in centro.
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Steve Jobs sarebbe tornato al lavoro in via ufficiale. Lo dice una nota Apple per la stampa. Si sa che lavora in ufficio per qualche giorno la settimana e che procede con il resto del lavoro direttamente dalla propria abitazione.
Non si sa su cosa, non si sa con quali funzioni esatte, non si sa per quanto tempo si procederà con il modus operandi odierno.
Si sa però che Jobs è tornato. E questo, probabilmente, di per sé basta.
Bentornato Steve.
Da una parte c’è Jobs. Una azienda di importanza planetaria pende dalle sue labbra, una community coesa lo ammira come un vate, i suoi azionisti attendono che stupisca come sempre ha saputo fare.
Dall’altra c’è Steve. Una famiglia è preoccupata per il suo stato di salute, gli impegni di personaggio pubblico impediscono un normale decorso tra riposo e cure personali, una mente abituata a volare è costretta a contare le pillole ed attendere con ansia il risultato di un esame.
In mezzo a tutto ciò c’è Steve Jobs: tra una mela d’oro ed un fisico provato; tra migliaia di dipendenti entusiasti e decine di medici confusi; tra le speranze di milioni di persone e le sue speranze, intime e private.
Comunque stia agendo, Steve Jobs non è giudicabile. Comunque stia agendo, Steve Jobs è però continuamente giudicato. Il momento potrà essere capito solo con il senno del poi, ma per ora salute ed economia si fondono sul suo nome determinando un tam-tam paradossale che non apporta beneficio alcuno.
Ora Steve Jobs avrà sei mesi di silenzio a disposizione, guadagnati con una mail-shock che mette al riparo “Steve” dall’ingombrante presenza di “Jobs”. Per sei mesi la Apple pedalerà da sola. Chissà che non possa imparare a farlo per sempre. Cadendo, riprovando, ripartendo. Prima o poi abbiamo tolto tutti le rotelle per imparare ad andare davvero in bicicletta.
La notizia è ufficiale: Apple è al suo ultimo Macworld e Steve Jobs non ci sarà.
Due notizie in una:
Ma c’è un’ipotesi ulteriore che può essere formulata, ovvero che le due notizie in verità siano una sola. Semplicemente, a Cupertino le espressioni “Steve Jobs” e “keynote” sono una sinonimo dell’altra. Semplicemente, non c’è Macworld senza Jobs. Jobs è l’evento, Jobs è l’elemento imprescindibile, Jobs è l’icona. Senza di lui l’evento non è un evento ed i confronti con il passato potrebbero essere semplicemente imbarazzanti.
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E così, salvo sorprese dell’ultimo minuto, Steve Jobs non salirà sul palco del prossimo keynote davanti alla platea del Macworld. Non è ancora chiaro quali siano i motivi, ma una decisione del genere potrebbe indicare la volontà del CEO di Apple di iniziare un lento allontanamento dalla società, rendendo più facile lo “svezzamento” da una compagnia praticamente cucita addosso al suo amministratore delegato. La scelta potrebbe essere dettata anche dalle condizioni di salute di Steve Jobs, ma impelagarsi in un cinico toto-salute non rientra nello stile di Webnews.
Il keynote sarà affidato a Philip Schiller, che chissà se quattro anni fa immaginò di diventare un giorno il nuovo cantastorie dei progressi raggiunti da Apple con i suoi nuovi prodotti. Era la fine di agosto del 2004, l’anno in cui Steve Jobs subì un delicato intervento chirurgico, e Schiller si ritrovò a dover condurre un keynote dalla portata storica non indifferente: in quell’estate Apple presentava al mondo una nuova soluzione desktop destinata a cambiarne i destini, nasceva l’iMac G5.
Al grido di “sottile è bello”, la scorsa settimana Apple ha presentato il suo nuovo MacBook Air: un notebook ultrasottile da record che si configura come un’ottima via di mezzo tra i MacBook tradizionali e i più accessoriati - e costosi - MacBook Pro. Terminata la presentazione del Keynote, una messa laica cui gli appassionati della mela non sanno rinunciare, negli stand del MacWorld giornalisti ed esperti hanno potuto dare un’occhiata da vicino alla nuova meraviglia tecnologica made in Cupertino.
L’assenza di un drive ottico, già comunicata da Steve Jobs nel corso della sua conferenza e immaginata da molti siti di rumors online, non ha destato particolare clamore tra gli ospiti del MacWorld. La reazione per un’altra peculiarità del MacBook Air, molto meno pubblicizzata, è stata invece di sorpresa e cauta diffidenza. Per rendere il portatile davvero ultrasottile, i tecnici di Apple sono stati costretti a rendere perfettamente integrata la batteria di alimentazione del piccolo notebook. L’accumulatore a 37 watt/ora ai polimeri di litio è dunque parte integrante del portatile e, secondo il costruttore, non può essere sostituita autonomamente dall’utente. Continua »
Dopo aver presentato peculiarità e virtù del nuovissimo MacBook Air, Steve Jobs ha dedicato alcuni minuti del proprio keynote all’impatto del nuovo dispositivo sull’ambiente. Sovrastato dalla proiezione di un gigantesco globo terrestre, il CEO di Apple ha snocciolato alcuni dati sulla piccola svolta ecologica della società, criticata più volte lo scorso anno da numerose associazioni ambientaliste per l’usto di componenti altamente inquinanti e non riciclabili.
Lo châssis del nuovo portatile ultrasottile è realizzato completamente in alluminio materiale, parole di Jobs, “amato dai produttori e dagli enti preposti al riciclo”. Novità anche per il nuovo display: per la prima volta Apple realizza uno schermo privo di mercurio e arsenico, elementi altamente inquinanti che finalmente escono di scena dal ciclo produttivo di un computer. La società di Cupertino ha inoltre eliminato dalla propria mainboard il bromo e il PVC, utilizzati rispettivamente per ritardare i principi d’incendio e isolare i circuiti. Continua »