Oltre alle note lotte che l’industria della musica e più recentemente quella del cinema e della televisione stanno combattendo contro il pirataggio dei loro contenuti in rete c’è anche quella più oscura ma paradossalmente più importante (per il danno inflitto) che sta combattendo l’industria del porno.
In pochi infatti hanno subito danni dalla circolazione illegale di contenuti digitali in rete quanto il mondo del porno. Nella mentalità collettiva piratare musica non è un reato ma piratare pornografia è quasi equiparato alla legittimità, come se la natura “proibita” dei contenuti si sposasse perfettamente con la natura “proibita” del P2P.
Ma se fino ad ora l’industria del porno si era battuta direttamente contro gli scaricatori dei circuiti Peer to Peer (anche perchè nel 2006 il 60% del traffico P2P era di carattere pornografico) in maniera simile e con risultati simili a quelli ottenuti dai discografici (cioè poco e niente), adesso hanno capito anche loro che bisogna andare a colpire la radice e stanno prendendo di mira siti paralleli a YouTube come PornoTube o YouPorn. Continua »

